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Convegno per il 350° anniversario del Prodromus di Niccolò Stenone

Un viaggio stenoniano attraverso la Toscana

 

La mappa qui sopra è una carta geologica semplificata che mostra come sarebbe apparsa la Toscana agli occhi di Niccolò Stenone. I punti indicano alcune località, mete di un immaginario viaggio che possiamo percorrere a 350 anni di distanza, sulle orme del naturalista danese. Le aree occupate da rilievi montuosi sono costituite dai terreni più antichi (color marrone, località 1-2, 7-8) formati da rocce ben litificate e prive di fossili, con strati variamente inclinati rispetto all'orizzontale o privi di struttura; un secondo ordine di rocce è formato da strati spesso poco cementati e paralleli all'orizzonte, ricchi di fossili marini (color giallo, località 3-6); un terzo ordine di terreni a giacitura orizzontale è caratterizzato da resti di animali terrestri di gran taglia, come elefanti, oggi tipici di climi più caldi del nostro (color arancio, località 9). Le rocce del primo ordine si formarono epr deposizione di solidi da acque marine; essi erano terreni in orgine orizzontali, privi di fossili eprché non c'era ancora vita sulla terra. Quindi il mare arretrò e gli strati furono dislocati dall'originale assetto per il collasso di grandi cavità sotterranee. Gli strati del secondo tipo si formarono quando il mare tornò durante il Diluvio Universale, dopo la creazione della vita. Per questa ragione gli strati sono oggi riccamente fossiliferi, ancora grosso modo orizzontali (con eccezioni). Il terzo ordine di terreni si originò in tempi storici: le ossa di elefanti e di grandi animali terrestri sono i resti degli animali portati da Annibale nella guerra contro gli antichi romani. L'azione di vapori sotterranei portò alla formazione di minerali e vene metalliche (località 7-8).

 
ultimo aggiornamento: 15-Ott-2019
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