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Convegno per il 350° anniversario del Prodromus di Niccolò Stenone

Il Prodromus di Niccolò Stenone (1669)

La nascita della storia della terra

 

Il giovane anatomista danese Niccolò Stenone arrivò a Firenze nei primi mesi del 1666. A ventotto anni era già famoso nei circoli di intellettuali e medici dei principali centri universitari come il più abile anatomista d’Europa, in grado di mettere in crisi, su basi empiriche, il modello del cervello umano divulgato da Cartesio. Perché venire a Firenze? Perché alla corte del Granduca Ferdinando II avrebbe trovato un fertile substrato culturale. Qui era attiva infatti l'Accademia del Cimento, erede degli insegnamenti di Galileo Galilei (“il libro della natura è scritto in caratteri matematici”) e qui il Granduca Ferdinando II e il Principe Leopoldo De’ Medici gli offrivano ospitalità e risorse. A Firenze Stenone pubblicò nel 1667 un trattato sul funzionamento dei muscoli, dove applicava i principi della geometria allo studio del meccanismo col quale i muscoli si contraggono. Dall'anatomia di un grosso squalo deduceva correttamente che i fossili al tempo noti col nome di "glossopetre" erano denti di squalo e che le rocce che oggi li inglobano erano antichi fondali marini.

 

Incisione utilizzata da Niccolò Stenone per ilustrare la testa di squalo nell'opera Canis Carchariae Dissectum Caput (1667)


Iniziò in Toscana nello stesso anno la sua prima esperienza concreta di un paesaggio geologico, dopo averne sentito parlare nei racconti dei viaggi del suo maestro Thomas Bartholin e forse dopo limitate esperienze europee (i luoghi da lui abitati fino ad allora, Copenhagen, Amsterdam, Leida e Parigi, offrivano poche possibilità). Dopo aver studiato gli affioramenti rocciosi delle cave attorno Firenze e aver viaggiato in Toscana meridionale fino a Volterra e all'Isola d'Elba, applicando principi geometrici allo studio delle rocce stratificate di cui sono fatti monti e colline, giunse a concepire un ordine di eventi storici precedenti la storia civile. Nel 1669 pubblicava il Prodromus, una sintesi introduttiva ad un più vasto trattato che non ha mai visto la luce, dal titolo enigmatico di De Solido Intra Solidum Naturaliter Contento. Nel Prodromus Stenone descriveva alcuni principi basilari della stratigrafia moderna, stabiliva su fondamenta logiche l'origine organica dei fossili che abbondantemente si trovano nella regione, enunciava alcuni principi frondanti della cristallografia e proponeva una ricostruzione storica di come si sono originati i rilievi montuosi e collinari, generalizzando la storia della Toscana e rendendola la storia dell'intero pianeta.

 

Frontespizio del Prodromus al De Solido Intra Solidum Naturaliter Contento (1669)

 

I principi di Stenone sono oggi insegnati agli studenti di geologia nelle università di tutto il mondo. Nel 350° anniversario dall'uscita del Prodromus si celebra con un convegno internazionale a Firenze, la città che custodisce le spoglie del grande filosofo naturale, vescovo e Beato della Chiesa Cattolica.

 
ultimo aggiornamento: 03-Feb-2020
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